Che cosa cambia nell'acqua che esce dal rubinetto
Il calcare non è nocivo per la salute: i suoi effetti si manifestano sull'impianto idraulico, non su chi beve. Per questo l'acqua non va decalcificata del tutto — un'acqua priva di minerali diventa aggressiva verso le tubazioni — e la normativa fissa infatti un limite inferiore alla durezza residua. CalcareSTOP lascia la composizione dell'acqua invariata: non toglie e non aggiunge nulla.
L'addolcimento a scambio ionico funziona per sostituzione: ogni ione di calcio o magnesio trattenuto dalla resina viene rimpiazzato da due ioni di sodio. L'acqua perde calcio e magnesio e guadagna sodio, in proporzione alla durezza che le viene tolta. Per il sodio nell'acqua destinata al consumo umano il D.Lgs. 31/2001 fissa un valore di parametro di 200 mg/L.
Lo stesso decreto indica per la durezza un intervallo consigliato di 15-50 °F, e il limite inferiore vale proprio per le acque sottoposte a trattamento di addolcimento: sotto i 15 °F l'acqua diventa aggressiva verso le tubazioni. Un addolcitore va quindi regolato, e la regolazione va mantenuta nel tempo insieme alla manutenzione della resina.
Quanto sodio significa in pratica? Il conto si fa in una riga: ogni grado francese di durezza rimosso aggiunge circa 4,6 mg/L di sodio. Su un'acqua da 30 °F portata a 15 °F sono una settantina di mg/L, ben sotto il valore di parametro. Su un'acqua da 60 °F, invece, sono oltre 200 mg/L: il limite viene raggiunto dal solo sodio aggiunto, senza contare quello già presente in partenza.
È il motivo per cui, più l'acqua di partenza è dura, meno l'addolcimento è la strada semplice: la quantità di sodio da aggiungere cresce con la durezza da togliere. Chi vuole verificarlo ha il dato a portata di mano — la durezza dell'acqua è indicata in bolletta o sul sito del gestore idrico.
Attenzione a un equivoco diffuso: l'obbligo di trattare l'acqua sopra i 15 °F non riguarda l'acqua di casa, ma gli impianti termici. Lo prevedono il DPR 412/93 e la norma UNI 8065 per gli impianti con produzione di acqua calda sanitaria, con soglie che variano secondo la potenza. Per quegli impianti il trattamento va fatto: la linea condomini e alberghi nasce per questo.
Il confronto, punto per punto
Gli addolcitori d'acqua sono comunemente utilizzati per trattare la durezza dell'acqua, ma comportano costi e manutenzioni non trascurabili. Vediamo come l'Anticalcare Elettronico CalcareSTOP offre un'alternativa innovativa e conveniente.
Costi di installazione e manutenzione
La prima considerazione riguarda i costi iniziali e quelli ricorrenti. Gli addolcitori richiedono un investimento iniziale per l'acquisto e l'installazione, oltre a costi continuativi per sale e manutenzione. Al contrario, l'Anticalcare Elettronico CalcareSTOP richiede una spesa iniziale minore e quasi nessuna manutenzione, offrendo una soluzione più economica nel lungo termine.
Impatto ambientale
Un altro aspetto da considerare è l'impatto ambientale. Gli addolcitori utilizzano grandi quantità di sale e acqua per il processo di rigenerazione, con un inevitabile impatto sull'ambiente. L'Anticalcare Elettronico, invece, opera senza sostanze chimiche e non produce rifiuti, rappresentando una scelta più verde e sostenibile.
Risparmio energetico ed efficienza
Su questo punto le due soluzioni si somigliano: una superficie di scambio libera da incrostazioni trasmette meglio il calore, e sia l'addolcitore sia l'anticalcare elettronico ottengono questo risultato. La differenza è nel bilancio complessivo: CalcareSTOP consuma 6-8 euro all'anno sui modelli residenziali e non richiede sale, rigenerazioni né acqua di lavaggio.
Qualità dell'acqua
È la differenza di fondo. L'addolcitore rimuove calcio e magnesio e li sostituisce con sodio; CalcareSTOP lascia la composizione minerale dell'acqua esattamente com'era. L'acqua che esce dal rubinetto è la stessa dell'acquedotto, con lo stesso sapore.
In sintesi: l'addolcitore agisce sulla durezza, CalcareSTOP agisce sull'incrostazione. Se il problema è il calcare che si deposita su tubi, resistenze e rubinetteria, CalcareSTOP lo affronta senza sale, senza rigenerazioni, senza acqua di scarico e senza manutenzione. Ci sono 5 anni di garanzia e 90 giorni per provarlo: la linea residenziale parte da 250,10 € IVA inclusa.
Gli avvolgimenti realizzati attorno alla tubazione generano al suo interno un campo a frequenza variabile, da 3 a 64 kHz, alimentato a 24 Volt, che modifica la struttura dei minerali presenti nell'acqua: il carbonato di calcio cristallizza in aragonite, che non aderisce alle superfici. Calcio e magnesio restano disciolti nell'acqua, e nessuna sostanza chimica viene immessa.
A differenza dei sistemi magnetici, CalcareSTOP funziona indipendentemente dalla velocità di flusso dell'acqua nei tubi, garantendo un'efficacia costante. Grazie alla sua tecnologia all'avanguardia, il sistema produce continuamente impulsi elettrici multifrequenza, ottimizzando periodicamente i picchi di frequenza per massimizzare l'efficacia del trattamento. Questo approccio non solo contribuisce alla riduzione delle incrostazioni esistenti ma facilita anche la rimozione di depositi di calcare senza interventi chimici, migliorando così la manutenzione delle tubature e degli apparecchi.
CalcareSTOP è adatto a qualsiasi tipo di tubazione e può essere installato su tubi di qualsiasi materiale, offrendo una soluzione versatile ed efficace per la prevenzione del calcare in diverse applicazioni, dal settore domestico a quello industriale, compreso il settore nautico. L'adozione di CalcareSTOP permette di mantenere impianti e superfici in condizioni ottimali, migliorando la qualità dell'acqua e contribuendo alla sostenibilità dell'ambiente.
"Per ulteriori informazioni e approfondimenti sulle questioni legate al calcare e su come CalcareSTOP possa essere la soluzione ideale per le vostre esigenze, visitate la nostra sezione Notizie/Blog."